La storia

La storia

Borbona (RI) è situata in un’ampia conca formata dal fiume Ratto, la cui valle si apre sulla sinistra dell’alto corso del Velino (1). Il paese, a 760 m s.l.m., circondato dalle grandi catene del Terminillo, della Laga, del Gran Sasso e dai loro contrafforti collinari, comprende le frazioni di Vallemare e Piedimordenti.

«Accurati studi archeologici, condotti nei primi decenni del ‘900, hanno evidenziato come l’area fosse già abitata nel Neolitico e successivamente dai Sabini e dai Romani. In epoca preromana si presenteva come un concentramento di ‘ville’ agrarie sparse nel territorio.
La prima attestazione che riguarda Borbona compare nella bolla di Anastasio IV, del 1154, in cui  la “plebem S. Crucis Burbona viene nominata come parrocchia. Ciò fa supporre che il nome fosse antecedentemente attribuito al villaggio preesistente,  non vi è certezza. Alcuni lo legano al luogo dove fu edificata, ovvero un colle denominato Burbona; Filangieri ritiene che il toponimo possa derivare dal termine “bordo” u “Burbone” come citato in un atto della cancelleria degli Angioini» (tratto da Sviluppo storico del territorio a cura di Elisa Bitossi). Molte sono le informazioni che derivano dalle ricerche condotte dagli studiosi, alcune anche contrastanti, soprattutto quelle relative ai luoghi degli antichi insediamenti. Ciò ha convinto l’Amministrazione comunale, con il contributo della Fondazione Varrone, ad indagare più approfonditamente ricercando la collaborazione del CNR-ISPC , istituto che ha la competenza e gli strumenti idonei a verificare sul territorio le eventuali emergenze archeologiche esistenti.

Il paese, documentato anche nel 1292, fu sotto il dominio dell’Aquila, poi sotto quello del Viceré di Napoli e infine acquistato da Margherita d’Austria nel 1570 per completare il territorio donatole dal padre Carlo V che comprendeva il Ducato di Penne, Campli, Leonessa, Cittaducale, Montereale (che formarono in seguito i cosiddetti Stati Farnesiani d’Abruzzo di cui Penne era capitale), Castellammare di Stabia, Altamura e la Signoria di Roccaguglielma (situati nel Regno di Napoli).

Numerose sono le chiese disseminate sul territorio di Borbona, fra queste l’edificio di S. Anna, costruito, probabilmente, nella seconda metà del Quattrocento, nel borgo denominato “Lama”. Questo fu inizialmente sede di un semplice beneficio senza cura d’anime, unito, quasi subito, alla prestigiosa Confraternita della Misericordia, sita sulle pendici a est della Lama, oggi in restauro. Detta confraternita si occupava della sepoltura dei morti e dell’assistenza ai malati; gestiva il locale ospedale e un monte frumentario dove i poveri potevano chiedere in prestito del grano che restituivano, senza pagare gli interessi, dopo il nuovo raccolto. Nel 1616 si rafforza la presenza francescana nella zona con la fondazione del convento di S. Anna, edificato accanto alla chiesa, il cui chiostro dopo il 1650 Vincenzo Manenti e la sua bottega affrescano con le Storie della vita di San Francesco (2). L’attuale arredo della chiesa, gli altari, le immagini dei Santi che vi si venerano, rimandano alla cultura e alla spiritualità dell’Ordine francescano (3).

Oggi l’abitato del paese occupa la parte centro-settentrionale del territorio comunale ed è costituito da un nucleo originario, la Terra, in posizione elevata, e numerosi altri agglomerati urbani costituitisi dopo il terremoto del 1703 dagli insediamenti agricoli preesistenti e denominati: I Forti, il Centro storico (Il Colle della Piazza o Colle Pietrangeli e La Piazza), La Reota, Le Paghette (Pacette e S. Giuseppe), S. Giovanni, Venditto (Chennittu), Villa S. Angelo (La Villa) e Villa Tocchio (Chetocchio).