Progetto, memoria e futuro.

Progetto, memoria e futuro.

Proposte per la Ricostruzione post-sisma

Laboratorio di Progettazione Architettonica – LM in Architettura Restauro – Università degli Studi di Roma Tre
Prof.ssa Giorgia De Pasquale

Inizia il viaggio….. Immaginiamo insieme il futuro del Convento di Sant’Anna e, in generale, del quartiere Lama, attraverso i progetti degli studenti del Laboratorio di Progettazione Architettonica dell’Università degli Studi di Roma Tre.

In collaborazione con l’Amministrazione comunale di Borbona, il Laboratorio ha scelto di indagare le potenzialità del progetto di architettura nella Ricostruzione post- sisma, sperimentando le modalità espressive di interpretazione della memoria collettiva ancora presente nelle comunità delle aree interne colpite negli anni passati da importanti fenomeni sismici. Il progetto è qui inteso come strumento per introdurre nuove funzioni e nuovi usi che possano far rinascere le aree che soffrono un processo costante di abbandono, spopolamento e senilizzazione.

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@Laboratorio di Progettazione Architettonica LM-R @Giorgia De Pasquale

Progetto, memoria e futuro dei luoghi post-sisma. Proposte per il recupero dell’ex Convento di Sant’Anna a Borbona
https://www.camminandonellastoria.it/wp-admin/post.php?post=1684&action=edit

Dopo il terremoto, all’interno delle trasformazioni necessarie alla sopravvivenza delle comunità locali, il progetto, sia esso di architettura o di paesaggio, riveste un ruolo importante perché è l’unico strumento che permette di preservare le storie, i silenzi, le luci, i profumi, i colori, le gestualità che rappresentano la memoria dei luoghi stessi. È l’unico strumento, in altre parole, in grado di poter mantenere vivo il senso di attaccamento e di appartenenza di una comunità agli spazi della quotidianità. Questo volume raccoglie le proposte progettuali sviluppate, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Borbona, durante il Laboratorio di Progettazione Architettonica della Laurea Magistrale in Architettura Restauro del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre nell’a.a. 2018-2019 e nell’a.a. 2019-2020. La prima parte del volume è dedicata alle lezioni dei docenti invitati durante il corso a riflettere sul rapporto tra architettura contemporanea e patrimonio storico. La seconda parte contiene le proposte progettuali redatte dagli studenti al fine di introdurre nell’antico quartiere Lama nuove funzioni e nuovi usi che possano invertire i forti processi di abbandono, spopolamento e senilizzazione attualmente in corso.

In attesa della mostra di tutti i progetti che si terrà il 3 ottobre alla Lama, le proposte degli studenti saranno pubblicate su questo canale dal 18 agosto al 12 settembre. Scrivete qui le vostre considerazioni. Saremo lieti di ricevere da voi riflessioni e commenti per elaborare insieme un’idea del futuro che ci appartenga.

Il numero delle PROPOSTE è relativo all’ordine di pubblicazione sulla pagina FB del Comune di Borbona

1a PROPOSTA
La proposta delle studentesse Roberta Fini ed Elisabetta Tortona indaga e potenzia attraverso il progetto il rapporto tra il quartiere Lama e Borbona, utilizzando il Convento come nodo di visuali. Il complesso monumentale diviene così un riferimento nel paesaggio per chi lo guarda dall’esterno, e un dispositivo che inquadra il panorama per chi sta al suo interno. I nuovi volumi si modellano sul terreno e riprendono a muralità dell’antico centro abitato.  

2a PROPOSTA
Il progetto di Polona Grmek e Karla Ritoša propone la costruzione di “muri abitati”: uno in corrispondenza dell’attuale muro di divisione tra gli orti e la piazza, l’altro sul sedime del braccio del Convento crollato. Entrambi i muri ospitano funzioni per la comunità: una cucina sociale, un piccolo negozio per la vendita di prodotti tipici e uno spazio di aggregazione. Il chiostro, inoltre, viene sommerso da uno specchio di acqua che, riflettendo le facciate interne del Convento, moltiplica il senso della storia e della memoria.

3a PROPOSTA
Il progetto di Vincenzo Lacolla e Francesca Strizzi intende il recupero del convento come un’occasione affinché il complesso monumentale possa entrare a far parte dei percorsi pubblici del quartiere, aprendo una parte del portico alla libera fruizione e collegandolo ad una passerella belvedere sul lato occidentale. Gli orti tornano ad essere orti, a libera e organizzata fruizione della comunità.

4a PROPOSTA
Il progetto di Rita Fernandes parte da una rilettura degli usi dello spazio pubblico nella città storica e decide di occupare l’angolo mancante del convento con una torretta belvedere che migliora anche l’accessibilità del complesso storico senza dover intervenire sulle strutture preesistenti. Un progetto deciso dai percorsi e dagli sguardi, attuali e futuri.

5a PROPOSTA
Il progetto di Sara Brivitello prevede la demolizione del muro di confine degli orti del Convento e l’apertura del quartiere Lama al paesaggio. All’interno il convento ospita al piano seminterrato spazi per la degustazione e la vendita di prodotti tipici, al livello della piazza la sala polifunzionale con i relativi servizi annessi e delle sale espositive e infine il primo piano viene dedicato alla scuola di agricoltura con i vari laboratori, biblioteca e sale lettura. Il braccio crollato del convento viene ricostruito, riprendendo la vecchia volumetria, ma con  un volume più semplice ed essenziale che ingloba le antiche arcate.

6a PROPOSTA
La proposta di Angelica Colletti e Giorgia Esposito è un progetto dirompente e visionario, un po’ provocatorio. Le studentesse prevedono la creazione di un fronte unitario che rimodella la piazza antistante il convento con un edificio lineare che gioca molto con la materia e le differenze cromatiche.

7a PROPOSTA
La proposta di Alessandro De Francesco prevede la ricostruzione del braccio crollato mediante l’inserimento di un volume semplice ed essenziale realizzato con tecnologia a secco in acciaio cortèn. Tale soluzione è assolutamente reversibile, non intacca la struttura esistente e dà la possibilità alla comunità borbontina di avere una sala multifunzionale all’interno del convento con una spazialità moderna.

8a PROPOSTA
Il progetto degli studenti Claudio Meschini e Marco Piccione propone una risalita diretta dalla strada alla piazza antistante il Convento, realizzata attraverso un sistema di orti cintati che creano piccoli giardini e momenti di relax. Il braccio crollato viene occupato da una serra a scopi produttivi inserita all’interno delle mura antiche del Convento.

9a PROPOSTA
Il progetto di Roberta Palma realizza una nuova corte nell’area degli orti che anticipa il patio del convento e ne veicola l’ingresso. Il nuovo edificio ospita una scuola di formazione agraria e interpreta con l’uso dei materiali le tradizioni costruttive del luogo.

10a PROPOSTA
Il progetto di Sofia Pinna e Federica Taschini propone la realizzazione di un nuovo fronte per la piazza antistante il convento, che si allarga e si apre al paesaggio in alcuni punti specifici. Il nuovo edificio disegna lo spazio pubblico e fornisce nuovi servizi per la comunità. All’interno il patio viene riportato allo stato originale di giardino e spazio da meditazione.

11a PROPOSTA
Il progetto di Martina Tocco sceglie di mantenere il muro di separazione tra la piazza e gli orti addossandovi un edificio lineare che si relazione con il tessuto storico urbano esistente attraverso la morfologia delle coperture. Il chiostro del convento viene coperto con un tessuto trasparente che permette di vivere gli spazi del convento anche durante l’inverno: un vero salotto urbano a disposizione degli abitanti del quartiere Lama e di tutta Borbona.

12a PROPOSTA
Nel progetto di Lavinia Antonelli e Federica Belli il muro di divisione tra la piazza e gli orti si allarga fino ad ospitare un belvedere, un piccolo bistrò e una sala riunioni. L’edificio lineare diviene abitato e definisce due piazze, quella preesistente che mantiene il suo carattere domestico, e quella a livello inferiore più pubblica e aperta ad eventi collettivi, cinema all’aperto e mercati settimanali.

13a PROPOSTA
Il progetto di Andrea Borgo prevede una lenta risalita panoramica tra la strada e la piazza definita da scale, rampe e piccoli volumi. Un passo lento che accompagna al punto scenico della piazza e del Convento, che mantengono le stesse relazioni grazie al mantenimento del muro di confine degli orti. Il braccio crollato del Convento viene ricostruito con una nuova tecnologia che lascia libera la struttura in muratura esistente e ne distorce leggermente il sedime per recuperare nuove visuali e un’aula studio.

14a PROPOSTA
Il progetto di Flavia Grossi prevede la realizzazione di un percorso di scoperta della cultura borbontina che parte dal basso e raggiunge il quartiere Lama. Il muro degli orti viene bucato da tre volumi-vetrina che rievocano elementi della tradizione. All’interno, il braccio del Convento crollato viene messo in sicurezza e rievocato con l’uso di pavimentazione, vegetazione e una passerella sospesa.

15a PROPOSTA
Il progetto di Maria Celeste Morelli e Carola Stamato trasforma l’area del convento e degli orti in un grande sistema di risalita che permette di poter utilizzare la piazza anche per eventi più grandi e aperti a un pubblico più vasto.

16a PROPOSTA
Il progetto di Camilla Nori e Alice Pellegrini prevede la ricostruzione filologica del braccio del Convento crollato e la realizzazione di un sistema di terrazzamenti coltivabili che rimodellano la morfologia dell’area degli orti. Il terrazzamento sul livello della strada ospita la sala polifunzionale a servizio della comunità borbontina.

17a PROPOSTA
Il progetto di Marco Palese propone la realizzazione di un ortus conclusus nell’area degli ex orti, a potenziare la memoria del luogo e di un edificio “lanterna” lungo il braccio crollato del Convento, che possa simbolicamente restare illuminato durante la notte ed essere un punto di riferimento nel paesaggio. La proposta definisce un percorso per coloro che arrivano a Borbona, percorso che parte dall’asse di via di Sant’anna, percorre il convento e si conclude nello spazio confinato degli orti.

18a PROPOSTA
Il progetto di Lisa Bonaguidi e Gianmarco Gentile propone una connessione tra la strada e la piazza antistante il Convento riproponendo i flussi e la spazialità vernacolare della città storica. Questo nuovo percorso dai toni labirintici crea attraverso l’architettura due nuovi patii che preparano colui che li percorre all’esperienza del grande patio interno al Convento. Il profilo sul lato della piazza resta invariato mentre l’area attualmente destinata agli orti accoglie una sala polivalente e un piccolo ristorante.

19a PROPOSTA
Il progetto di Giuliana De Chiara affronta la risalita da via del Convento alla piazza antistante la chiesa di Sant’Anna, attraverso columi semblici che accolgono funzioni laboratoriali.

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